Sud Africa Namakwa Ecotrail, West Coast

Pubblicato il 20 dicembre 2025 alle ore 08:00

Avevamo voglia di un giro wild, con tratti estremi e libertà totale , cosa difficile in Sud Africa dove i terreni privati sono ovunque e i parchi vincolati a ingressi prestabiliti. 

Indangando sulle cartine  troviamo una zona poco abitata , selvaggia e piuttosto arida posta a ovest del cap, identifichiamo una zona piuttosto estesa nota come Namaqaland  attraversata dal fiume  Orange River. Come per ogni viaggio la pianificazione inizia a casa con la ricerca dei luoghi interessanti tramite libri e notizie in rete, per poi formulare  il track utilizzando google Earth e Tracks4Africa.  

Dopo qualche settimana il giro è pianificato e scopriamo che per il trail che abbiamo intenzione di percorrere: il Namakwa ecotrail 4x4 abbiamo bisogno dei permessi facili da ottenere , qui tutte le informazioni https://www.namakwa4x4.com/trail 

Partiamo il 20dicembre assieme Johnny e Silvia con un comodo volo su Dubai e un volo notturno a Johannesburg cosi che la mattina del 21 dicembre siano già a Pretoria dai  nostri Toyota.  Simone opta per un altro volo diretto da Francoforte a Johannesburg, questa volta accompagnato da Billy nostro compagno di mille avventure motociclistiche. Purtroppo per un ritardo di volo ci raggiungeranno due giorni dopo lungo la strada.

Poco prima della cittadina Upington intercettiamo l'Orange River , il fiume più grosso di tutto il sud Africa. 

L'Orange in passato noto con il nome di Gariep e Grootrivier nasce a 3000m di altezza sulle montagne dei Draghi tra sudAfrica e Lesotho , attraversa lo stato verso ovest raccogliendo acqua da diversi affluenti per poi costeggiare il confine namibiano e sfociare nell'oceano Atlantico . Fu scoperto dai coloni Olandesi che lo battezzarono Orange  in onore della Casa d'Orange-Nassau, la famiglia reale olandese, e fu nominato così dall'esploratore olandese Robert Jacob Gordon nel 1779, non per il colore arancione dell'acqua, ma per rendere omaggio al principe regnante Guglielmo V d'Orange, anche se una teoria popolare suggerisce che il nome possa derivare dal colore "arancio" dell'acqua in contrasto con il fiume Vaal che appare grigio

Nell'attesa dell'incontro con Simone e Billy ci dirigiamo nell'Augrabies Falls National Park  dove apprezziamo le cascate dell'Orange e girelliamo  tra i percorsi 4x4  accidentati del parco, ma purtroppo troppo caldo e gli animali sono rintanati , vediamo solo 4 giraffe lungo l'escursione 

Notte nel campeggio del parco e l'indomani incontriamo Simone e Billy.

Procediamo verso Pofadder ultimo avamposto dopo poter fare spesa  e rifornimenti in modo sicuro. 

Ben presto dalla N14 intercettiamo l'inizio del Namakwa trail, un cancello permette l'ingresso e un cartello dispensa qualche consiglio. Procediamo verso Pella, il terreno è buono e facile, incontriamo qualche allevamento pastorale e la temperatura è oltre i 30gradi. Arrivati a Pella  girelliamo per curiosità qualche negozio di alimentari, incredibile che non si trovi acqua da bere, qui bevono solo coca cola e  molta birra. La gente è cordiale , compriamo della legna per la griglia e dopo una lunga ricerca  troviamo dei bidoni da 5 L per rabboccare i serbatoi di acqua. Proseguiamo il trail dirigendosi a bordo fiume e ben presto il terreno diventa sempre più accidentato e sassoso , si prosegue in 2ridotta . Spesso incontriamo vigneti e palmeti accuditi dalla persone di Pella . 

Qualche problemino al toyota di Simone , ogni tanto si spegne come se mancasse  del gasolio, Simone stacca il tubo di mandata del gasolio, soffiandoci dentro lo trova otturato, quindi deduciamo che della morchia si è smossa e otturato il filtro serbatoio. Sblocca il tubo con aria compressa e il toyota riprende a funzionare.

Abbiamo previsto il primo campo su uno spiaggione lungo l'Orange , il Melkhoutboom camp e  notiamo solo un veicolo locale con due persone.  Fa caldo, oltre  37gradi ma il  bagno nel fiume ci rinfresca.  Il sudafricano ci raggiunge  incuriosito,  è entusiasta nel vederci li e soprattutto dal fatto che proveniamo dall'Italia . La serata procede con un ottima grigliata di carne, anche se  si alza un pò di vento che rende difficile cucinare .

La mattina con calma smontiamo il campo, qui l'alba è alle 530 di mattina e procediamo lungo il Tail passando dal villaggio di Goodhouse e nel pomeriggio percorriamo diversi canyon per raggiungere il fiume alla ricerca di un luogo per la notte. Preferiamo tornare al campo della sera precedente visto la bellezza del luogo. Seconda notte sullo spiaggione dove troviamo  altri locali in loco a campeggiare tra cui dei pescatorie e ne approfittiamo per fare una seconda grigliata  serale.

L'indomani di buona lena proseguiamo verso Vioolsdrif dove incontriamo qualche mercatino e compriamo un pò di uova e qualche birra, stupisce vedere al di fuori il liquor store i ragazzini giovanissimi a bere  birra.  Il paese è circondato da vigneti e palmeti tutti in ordine . Poco dopo notiamo la presenza di alberi denominati Quiveer tree ,  albero faretra . Il nome comune si riferisce al fatto che i suoi rami e le sue foglie sono usate dai boscimani  (che chiamano la pianta choje) per costruire faretre per le loro frecce. Venivano utilizzati i rami svuotando la polpa interna ,  hanno diverse altezze , i più piccoli vengono dominati dai local mezzo uomo, mentre quelli più gradi uomo morto. Siamo dentro  la Nababeep Nature Reserve lungo l'Orange e proseguiamo sino ad una pista  piuttosto impervia ma affascinante , tutta a bordo fiume su fondo sabbioso con sassi  che speso ci fanno inclinare i Toyota , la pista è lenta tutta in 2ridotta e non permette luoghi di stop , ci sono dei baboons ed è meglio evitare di dormire con questi vicini invadenti.

Proseguiamo intravedendo sulle cartine sat del GPS una spiaggia dove è possibile campeggiare , a fatica ci arriviamo ma passiamo una splendida notte sotto le stelle. 

La mattina a buon ora ci dirigiamo verso il Richetersveld transfonteir park , un parco in comune con la Namibia , l'idea è raggiungerlo da sud tramite piste identificate sul Garmin con track4Africa, passando da una cascata denominata Window Falls. Arriviamo al villaggio di Kooboes e proseguiamo nel oued a nord del paese, la traccia inizia a salire di quota e il terreno diventa sempre più accidentato . qualche tratto a piedi per identificare bene la direzione ci mette sicurezza, avanziamo lentamente sino a trovare una catena lungo la pista che blocca il passaggio. Probabilmente  la pista è franata per cui non ci rimane altro che tornare indietro e raggiungere una luogo idoneo per fare campo al Cybank  campiste ,  luogo molto riparato dal vento e circondato da  grosse rocce tonde che ci divertiamo a scalare per godere di un tramonto mozzafiato. 

La mattina in una sosta trovo la gomma anteriore destra a terra , molto calda, probabilmente un piccolo foro ma non mi sono accorto per tempo.  Provo a gonfiarla per identificare il foro con l'idea di ripararlo ma noto che la gomma si deforma , visibilmente capiamo che la carcassa ha ceduto meglio cambiarla , e mentre mi adopero a prendere la gomma di scorta la gomma scoppia squarciandosi . 

Il toyota 120 di Simone prosegue con i problemi di gasolio sporco , ma prova a iniettare della benzina dal tubo mandata gasolio sino al serbatoio con lo scopo di sciogliere la morchia e il tubo si libera in maniera definitiva .

La temperatura cala, sentiamo la brezza dell'oceano, quindi ci viene voglia di raggiungerlo prima del previsto , cosi ci dirigiamo verso Hondenklip bay un villaggio di pescatori sull'oceano Atlantico. Arriviamo in serata e ad accoglierci un bel freschino, ci sono 13gradi , io e Betty facciamo campo in riva al mare mentre gli  altri in campeggio. 

Il viaggio prosegue lungo la costa in direzione Cape Town , attraversiamo il Namaqualand park , un piccolo obolo da pagare per il suo attraversamento ma ne vale la pena, le piste sono sabbiose , spesso della tole ondule mette a dura prova i veicoli . Usciti dal naqualand proseguiamo lungo la costa sino a trovare una spiaggia dove poter fare campo e passare la notte. Questa zona è frequentata da molte persone locali, amanti della pesca e del relax.

Puntiamo la cittadella di Paternoster con lo scopo di girare la West Coast National Park dove c'è una laguna di acqua calda . Non si trova posto per passare la notte, qui siamo vicino a diversi villaggi e riteniamo pericoloso fare campo lungo il mare, gli alberghi sono pieni cosi troviamo posto a Langeban in un  Backpackers , una sorta di ostello con camere comuni , cucina e soggiorno , il Cozy Corner. Andiamo comunque a Paternoster per visitare il villaggio e capitiamo nel bel mezzo del rietro delle barche piene di aragoste. 

Il giorno seguente andiamo alla laguna del West Coast national park scoprendo che l'acqua della laguna non è cosi calda...e la sera ci dirigiamo a Stellambosch per passare la serata del 31 in una locanda.

L'indomani visita ad una riserva di coccodrilli Le Bonheur Reptiles e nel pomeriggio visitiamo la più grande  azienda vinicola della zona la Babylon . Un'azienda incredibile , perfettamente tenuta con giardini e orti incantevoli , per la visita si paga un biglietto di ingresso di circa 7€ ma è un viaggio nella cultura del vino e della tradizione locale, da non perdere. Proseguiamo  raggiungendo il campeggio Imhoff caravan park sul capo   vicinissimo alla spiaggia bianca di Imhoff. Passiamo due giorni a fare i turisti, visitiamo la prigione di Robben Island dove fu imprigionato Mandela per 18 anni, giretto a Cape Town , capo di Buona Speranza ma la vacanza per Betty e Silvia giunge al termine 

Nei giorni successivi portiamo i Toyota sino a Pretoria, dove  facciamo un pò di manutenzione per poi parcheggiarli  nel park storage di fiducia sino alla prossima avventura.

 

 


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