Mozambico estate 2026

Pubblicato il 30 luglio 2026 alle ore 08:00

Ci svegliamo presto il 30 luglio, vogliamo affrontare la dogana di Ponta D’Ouro presto. Alle 730 siamo già infila, qualche auto davanti a noi, alle 8 aprono i cancelli e meno di un ora siamo in Mozambico. Le pratiche doganali sono veloci, il TIP per viaggiare con la propria auto è gratuito ed ha validità di 30gg, il visto in dogana costa 330R , 18€ per un mese. Non c’è una banca in loco e non abbiamo moneta locale ma solo banconote sudafricane che comunque vengono accettate 

Poco dopo la dogana un tizio ci ferma e ci fa l’assicurazione , sembra essere valida, stipuliamo una polizza per 270R :15€ per 1mese e nel frattempo riusciamo a cambiare i soldi da un altro tizio ad un tasso favorevole , prende tutto euro, dollari e rand. 

Il primo posto che vogliamo visitare è la penisola del Parco di Maputo https://parquemaputo.gov.mz/en/  e la riserva Machangulos  https://machangulovillas.com/the-reserve/ . Strada facendo prenotiamo due notti al campiste https://parquemaputo.gov.mz/en/accomodation/membene/ .

Procediamo su asfalto per raggiungere il l’ingresso del paco e già vediamo due giraffe a bordo strada. Subito veniamo fermati in un posto di blocco dalla polizia locale, abbiamo letto che sono piuttosto ligi e intransigenti, controllano i veicoli e non perdono tempo a fare multe, soprattutto per eccesso di velocità, sono dotati di pistola radar. Abbiamo avuto notizie da viaggiatori sud africani che spesso chiedono mance per evitare di controllore le auto e fare multe ridicole.

Subito si dimostrano amichevoli e sorpresi di vedere un auto con guida a sinistra, parlano poco inglese ma sembrano cordiali appena saluto che siano italiani ci fanno ripartire senza controllare nulla. Dopo 10km nuovo posto di blocco e nuovo stop, sono tranquillo , la velocità è bassa c’è il 60kmh che rispetto e anche in questo caso mi lasciano andare subito senza alcun controllo. Altri 20km e altro posto di blocco, mi fermo direttamente ma mi fanno ripartire 

Entriamo nel parco di Maputo, pista sabbiosa e meglio sgonfiare , ci mettiamo più di un ora per raggiungere il campeggio di Membene, ottima location con piazzole grandi e bagno individuale. Subito ci fiondiamo sulla spiaggia e avvistiamo i cetacei. Cena a base di pesce al ristorante al tramonto.

L’indomani ci dirigiamo verso la punta della penisola sino alla Machangulo reserve. Le piste sono tutte sabbiose in una bush fitto , qualche antilope e diverse spiaggia dove rilassarsi. Si trovano lungo il percorso diversi villaggi di pescatori , villaggi poveri con capanne rotonde dal tetto di paglia , tutti gentili e ricambiano sempre il saluto. 

Il primo agosto usciamo dal parco per dirigerci verso Maputo, abbiamo prenotato due notti alla Guesthouse MALAGUETA INN II. Martin il proprietario è un ottimo host , ci accoglie bene e ci dispensa di qualche notizia e suggerimenti. Passiamo due giorni a visitare Maputo , una città un pò distrutto, si notano i marciapiedi rovinati , diversi lavori in corso. Maputo è una cita giovane , facile da girare a piedi, bella la stazione disegnata da Eifel, ottimi i succhi di frutta fatti sul momento lungo la strada. Da non perdere il mercato del pesce dove è possibile comprare pesce fresco e farlo cucinare appena fuori dal mercato e divertente il giro in tuc-tuc 

Abbiamo appuntamento con il resto del gruppo il 6 agosto a Vilankulos in un campeggio sulla spiaggia,  quindi iniziamo una tranquilla risalita verso nord, guidiamo solo la mattina e sosta nel primo pomeriggio sul mare, non facciamo più di 150km al giorno. Facciamo una deviazione verso la penisola di Pomene, subito incontriamo un villaggio e pista sabbiosa per verso il mare. Percorriamo circa 50km nel bush sino alla spiaggia di Pomene e cerchiamo un posto dove poter passare la notte , facciamo su e giù con il toyota lungo la spiaggia, ci sono solo pescatori, nessun turista. Troviamo un ponto un po riparato circondato da casette di legno  e facciamo campo. Il pomeriggio lo passiamo visitando la spiaggia e curiosando tra i pescatori, visitiamo i resti del Old hotel di Pomene , un antico hotel costruito dai portoghesi negli anni 60 ma andato in rovina nella rivoluzione per l’indipendenza. Cena a base di pesce comprato dai pescatori. La mattina sveglia all’alba per costarsela e viniamo avvicinati da delle ragazze locali che vendono i frutti della zona , ottime banane e ananas profumatissime. 

Arrivati a Vilankulos al campeggio https://jan5star.co.za/  piazziamo il toyota in attesa dell’incontro con il resto del gruppo , nel mentre giriamo la spiaggia e ci rilassiamo. Il campeggio è stupendo , ben rifinito piscina disponibile e Jan è fantastico, gli chiediamo un aiuto per raggiungere l’isola di Bazzaruto l’indomani e subito ci fa incontrare un ragazzo che ci porterà sull’isola.

In serata incontro con gli amici nel camping e l’indomani partiamo in barca sotto una pioggerella verso le  isole di Bazzaruto. Giunti sull’isola veniamo accolti da canti e balli dalla popolazione locale . Giriamo sull’isola scalando le dune, la temperatura è gradevole e il sole splende, anche l’acqua è ottima e riusciamo a fare il bagno. Ritornati in barca ci portano verso la barriera corallina dove riusciamo a fare un immersione vedendo pesci colorati e tartarughe, un po impanatati per via delle meduse ma facilmente evitabili. Ottimo pranzo in spiaggia organizzato dai locali , pesce e riso perfetti. 

Il giorno seguente ci dirigiamo verso lo Zinave park https://www.peaceparks.org/parks/zinave-national-park/ a circa 5ore di auto per via delle piste rovinate che dobbiamo affrontare 

Ci sono due controlli dai ranger per accedere al parco, serve un 4x4 per via delle piste rovinate, il personale  è gentile e orgoglioso. Giunti al parco ci viene incontro Gildo , il responsabile del parco e ci mostra diversi campi dove possiamo pernottare , dai wild camp dove non ci sono nemmeno i bagni al camp tendato dove troviamo un bagno con acqua calda alimentato da una caldaia a legna. Preferiamo dormire nel campo tendato sul fiume Save ma  nelle nostre auto, Nel fiume ci sono coccodrilli e ippopotami. Passeremo due notti nello Zinave, pochi animali ma una bell'ambiente  caratterizzato dai giganteschi bao-bab. Il viaggio prosegue verso un altro parco il Gorongosa  NP https://gorongosa.org/ ma facciamo sosta a Chimoio una piccola località nei pressi. L'indomani ci dirigiamo verso il gorongosa park facendo strade alternative in fuoristrada ma purtroppo dobbiamo rinunciare per via delle piste rovinate e la mancanza di ponti per attraversare fiumi, ritardiamo quindi preferiamo dormire fuori dal parco  e troviamo un campeggio gestito da un sud africano il Gorongosa Adventures Campsite facilmente prenotatile con wa , il numero si trova su Google maps.

la strada per raggiungere è tutta sterrata con una tole ondula pazzesca, si trova poco prima dell'entrata del gorogosa park. Il campeggio è bellismo, prevede un area comune dove cucinare e mangiare,  ottimi bagni; al nostro arrivo ci fanno trovare già il brai acceso pronto per grigliate la carne. Caratteristica del  campeggio è che non ha un prezzo fisso, ma ci viene presentato un libro dove possiamo annotare chi siamo e quando vogliamo donare per le comunità locali, decidiamo di lasciare 1000metical a persona , quindi totale 7000metical per il soggiorno e regolare la carne avanzata ai ragazzi locali che tengono in ordine il campeggio. 

La mattina seguente entriamo nel gorogosa park il tempo non è nuvolo e promette pioggia quindi preferiamo alloggiare in lodge piuttosto che campeggiare in auto nel campiste. Scorpiamo che non è possibile il safari self-drive con il proprio fuoristrada, ci dicono che gli elefanti sono piuttosto pericolosi , cosi ci prenotiamo per un giro guidato con i ranger e la loro auto. Partiamo alle 15 del giorno stesso e alla guida c'è il ranger Agnes di origini Malawiane , una ragazza in gamba che ci spiega diversi aspetti della fauna e flora del parco, riusciamo a vedere anche una serie di leoni riposare. il giro costa l'equivalente di 85€ a persona , dura poco più di 3ore con una pausa e snack offerto a base di arachidi e gintonic  in riva al fiume di fronte agli ippopotami. Agnes è coinvolgente e molto simpatica , rientro in notturna alla ricerca di altri animali 

La mattina seguente visto che siamo vicini al confine del Zimbabwe decidiamo di farci un giretto, quindi compiliamo on line la richiesta di visto. Riempiano per bene i serbatoi e la cambusa perchè apprendiamo dei problemi economici del paese. Usciamo dal mozambico in un attimo e cambiamo un pò di soldi metical in dollari USA moneta ormai consolidata in Zimbabwe. Entriamo nella dogana del Zimbabwe apprendiamo che il visto richiesto è solo per tre giorni di transito nonostante la richiesta fatta on line era di 7giorni, fatichiamo a farci capire a riguardo il carnet de passare per le auto mentre Gianfranco fatica per avere il TIP per la sua auto a nolo presa a JNB. Dopo 3ore finalmente possiamo entrare in ZMBW con la promessa del funzionario della dogana che l'indomani in un ufficio immigrazione di Masvingo di prolungano il visto. E' pomeriggio inoltrato, Maswingo dista 370km quindi decidiamo di affrontare il tragitto in serata con il buio per essere pronti l'indomani , prenotiamo una casa nei pressi tramite Booking e via in auto. Riusciamo anche a procurarci delle SIM per i telefoni da dei ragazzi lungo il percorso 

Arriviamo a Maswingo troviamo una spendida villa di con cucina e diverse camere e la mattina ci dirigiamo all'ufficio immigrazione. Purtroppo non ci viene esteso il visto e ci rimangono solo i giorni concessi cosi decidiamo di recarci in un parco confinante al Mozambico il Gonarezhou NP   https://gonarezhou.org/.

Prima andremo a visitare il Great Zimbabwe http://www.greatzimbabweruins.com/  un sito storico risalente al 1200 DC viene considerato la più grande collezione di rovine in Africa a sud del Sahara.

Situato  nel cuore dell'Africa meridionale, tra i fiumi Zambesi e Limpopo, Great Zimbabwe è la  testimonianza di una cultura di grande ricchezza e grande abilità architettonica.

Nel tardo pomeriggio giungiamo a Gonarezhou NP e ci programmano due wild camp lungo il fiume.  ci godiamo il tramonto verso il primo wild camp e colti dal buio arriviamo lungo il fiume e subito notiamo un ippopotamo brucare proprio dove dormiremo. Stiamo alla larga ci accampiamo  su una scogliera e per sicurezza accendiamo il fuoco cosi da evitare che hippo  venga a farci compagnia mentre ceniamo.

L'indomani girelliamo nel parco estremamente ricco di animali , molti elefanti e antilopi , lungo i fiumi coccodrilli e hippo, diversi guadi e  nuova serata lungo il fiume Naunetsi-Mwenezi con vista mozzafiato e grigliata di ferragosto.

Il 16 agosto ci dirigiamo verso il confine con il Mozambico ma prima preferiamo fare un altro giretto nel parco, Arrivati al confine non c'è nessuno , è una dogana tra i due parchi quindi non troppo frequentata, le pratiche sono veloci in uscita del Zimbabwe mentre in ingresso in Mozambico subito ci rallentano. Il funzionario non ci fa entrare di proposito, ci chiede da dove veniamo, mi prende da parte e mi dice che i controlli sono molto lunghi, devono perlustrare tutte le auto , i bagagli e cosa trasportiamo...rischiamo di passare il pomeriggio e la serata in dogana, lui è da solo e ci vuole tempo..capisco subito dove vuole andare a parare e infatti mi chiede di pagare per velocizzare il tutto . A questo punto gli chiedo quando serve per passare facile, e mi dice quello che vuoi. Con il resto del gruppo concordiamo 30$ per tutte e 4 le auto e il militare accetta facendoci passare , in un attimo facciamo tutte le pratiche, ci tengono validi i visti fatti in precedenza. Non mi piace questo atteggiamento e non voglio alimentarlo ma purtroppo in queste dogane gestite dal singolo rischi di passarci le giornate, mi è già capitato anche in africa sahariani in Mauritania passare un pomeriggio per un timbro....Speriamo solo che la paga dei militari mozambicani aumenti tale da non chiedere stecche ai turisti

La nostra intenzione ora è quella di attraversare il parco Limpopo in Mozambico per poi tornare in Sudafrica attraverso la dogana con il Kruger park , quindi ci dirigiamo a sud su asfalto a Mapai dove troviamo rifornimento di carburante e un mercato con buona frutta e verdura e ci dirigiamo sulle rive del Limpopo per capire come attraversarle .  Prendiamo una grossa pista in direzione del fiume , la pista scorre veloce e presto ci troviamo in un villaggio dove dei bambini  ci indicano una pista più stretta, non fidandoci chiediamo ad una donna ma ci indica la stesa pista , quindi proseguiamo sino alle rive del fiume Limpopo dove troviamo delle persone e una zattera per il trasposto veicoli 

La comunicazione non è semplice , qualche parola in inglese e capiamo che la zattera è il traghetto , non cè un ponte, controllo sul GPS e sulle carte track4Africa e la cosa è confermata. La zattera è un insieme di ferro salato con scafo in lamiera ma galleggia, il fiume non è alto, ma ci sono coccodrilli e hippo, il fondo fangoso sconsiglia il guado. Decidiamo di affidarci ai ragazzi con la zattera mentre una donna anziana locale ci rassicura con la testa che la zattera regge, o meglio noi intendiamo quello . Inizia la contrattazione del prezzo, sparano prima basso poi subito dopo alo, si agitano tutti , capiscono il guadagno, iniziano a telefonare e mi pagano un tizio che si identifica come il Boss e mi chiede se parlo zonda...gli passo Betty e contratta il prezzo in inglese : per 25$ ad auto, per 4 auto 100$. Fatto il prezzo iniziano le procedure di imbarco, tutto è instabile salgo prima io con il 78 bello pesante e mi segue Gianfranco con hylux a nolo più leggero. Mi fanno spingere molto avanti che pare abbia le ruote a filo e partiamo. I ragazzi sono in acqua incuranti degli hippo più a sud, con i bastoni spingono la zattera a nord  stando vicino alla riva est , spingono a braccia, fanno un casino pazzesco ma appena raggiunto un luogo abbastanza a nord sfruttano la corrente del fiume indirizzando la zattera a sud e ovest sulla sponda opposta e in un attimo siamo  ancorati indenni. La discesa dalla zattera è più complessa bisogna procedere compatti e ci fanno avanzare assieme a lenta marcia cosi da non sbilanciare il tutto. La zattera riparte per prendere le auto di Johnny e Simone ripetendo la procedura . I ragazzi scherzano mollando la zattera e facendo finta di annegare ...riesco a riprendere il drone la navigazione , Finita l'attraversata saldiamo il debito e diamo 20$ di mancia ai ragazzi. 

Proseguiamo il viaggio nel bush attraverso pista fangose e sabbiose sino all'ingresso del parco dove ci viene detto di campeggiare in un punto preciso dove si trova un wild camp. Il campeggio è scrauso , c'è un bagno con acqua corrente e caldaia a legna ma una doccia calda riusciamo a farla. 

Il giorno successivo  proseguiamo verso il lago Massingir dove abbiamo intenzione di dormire , dista circa 150km di pista piuttosto sfasciata . Impieghiamo 8 ore per questo tratto di pista, a tratti distrutta, un guado e diversi villaggi. Nei villaggi si nota la povertà tipica delle attività rurali del Mozambico, eppure gente sempre sorridente e disponibile a indicarci la corretta direzione cosi  delle ragazze ci indicano il luogo esatto dove guadare il fiume . Lungo il percorso incontriamo solo un auto e in serata siamo sulle rive del lago in un campeggio. Il gestore del campeggio ci spiega che delle tempeste avvenute a gennaio, dei gravi danni occorsi e purtroppo la nazione ha ben altri problemi che sistemare il parco, non ci fa pagare nulla rimandandoci l'indomani in dogana per il pagamento 

La mattina del 18 agosto siamo a Giriyondo, la dogana tra il park Limpopo e il Kruger park , espletiamo in maniera veloce le pratiche doganali , paghiamo il campeggio e in un attimo siamo nel Kruger il parco più grande e famoso del Sud Africa. 

Subito si nota la differenza, lepisme sono pulite e spianate e subito si vedono diversi animali , ma trovo una piccola pista per mettere un pò di pepe al giro. Un indicazione di una pista con l'insegna per only 4x4 e un fiume alla fine mi incuriosisce quindi ci fiondiamo  dentro, siamo solo noi, la pista è piuttosto accidentata e dopo poco km ci attraversa la strada un  grosso caracall , si ferma guardandoci per poi fuggine in un attimo.  Arrivati al fiume una miriadi di elefanti, hippo e coccodrilli. Gli elefanti notano subito la nostra presenza e iniziano a barrire cosi spengano i veicoli e rimaniamo in silenzio. Capiamo che siamo di troppo , quindi preferiamo andarcene . Percorriamo altra pista piuttosto accidentata e in 50km siamo al Gate di uscita del Kruger e andiamo a dormire al Masorini Bush Lodge gestito da una coppia di viaggiatori  Olandesi innamoratosi del luogo https://masorinibushlodge.com/introduce/

Natasja è gentilissima , ha fatto un ottimo lavoro al Masorini , la giornata la trascorriamo a rilassarci al lodge , qualche lavoro sulle auto  e ne approfitto per lavare il toyota molto infangato ,  la sera Natasja ci prepara  un ottimo brai. 

Il 20 agosto entriamo di nuovo nel Kruger par dal Phalaborwa Gate , abbiamo riservato dei lodge al Punda rest per passare una notta nel Kruger , Simone decide di andare a Pretoria, sauna perdita di gasolio e vuole verificare il problema. 

Il Kruger in fatto di safari self -drive sa sempre soddisfazione , gli animali sono numerosi , riusciamo a vedere anche un leone che riposa a bordo strada. La serata la passiamo al Pudda , purtroppo la notte è stata disturbata per il fatto che nella nostra camere si amplifica un rumore dato dalla risonanza delle tubature. Sveglia prima dell'alba per un ultimo giro nel parco e nel pomeriggio affrontiamo i 600km che ci portano a JNB dove abbiamo prenotato un albergo , raggiungendo Simone che nel frattempo ha scoperto una buco nel serbatoio e che dovrà sistemare  in questi mesi di fermo auto.

il 22 agosto ultimo lavaggio alle auto quindi le riportiamo  allo storage di Pretoria con in testa già l'idea  della prossima avventura.

 

 

 

 


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